mercoledì 23 settembre 2026

Alma

Eloisa Guidarelli foto




Le mie case sono piaciute soltanto a me.

Nido sulle rocce,

vascello distrutto

odore di mare in città.

Impervie,

pietre

sanguinanti e splendenti

vista mare

colme di vento e futuro di tempesta

umidità e muffe

grotte e relitti

scorpioni e formiche

ragni e geki

nido di colomba

rosmarino

edera

e tutto quello che sopravviveva

fuori e dentro me

entrambe senza porte.

Lì aprivo gli occhi, il sonno era di salsedine ed erba di macchia

Ma le mie case sono state senza tempo con il sole di mezzanotte immaginato,

il rumore delle onde sullo scafo

la pioggia che tracimava dallo sguardo

braccia  cime gettate

pensieri  pulci d’acqua.

E’ impossibile dimenticare un padre come Nemo, Barbablù e Nettuno.

Sta lì sull’orlo del precipizio sotto un taglio di luna

Una rondine di mare in picchiata che taglia il vento

Posso solo accarezzare la fiera nera del mio panico, attendere che le sue palpebre scendano lente su occhi giallo arancio e che la fame cali col tramonto dello sguardo, solo allora rallenteremo il nostro battito, una tregua, la consapevolezza di un legame fatto di terrore. Entrambi senza scelta, in una esistenza legata all’altra.

Una colpa andata in prescrizione,

l’identità nella scelta sbagliata.

Bolero

Giriamo su noi stessi come insetti ubriachi ripetendo errori

Annaspiamo identità

Abbiamo l’anima di un blu profondo

Ti somiglio più di quanto mai abbia creduto

Ti somiglio in ritardo nei tratti somatici

Nei giorni mancati

Nelle cicatrici

Negli alibi

Negli espedienti

Negli errori e nella colpa

Nei passi che non aspettano

Nella fretta

Nell’istinto

Rapace

Nel fanculo

Nella pelle

Nel taglio dello sguardo

Nell’eco della grotta

Nell’acqua

Ti somiglio nell’attesa, nella porta sbattuta alle spalle, quando sbaglio con orgoglio e quando sbrano, lacero spazio, diffido, difendo il territorio

Ti somiglio nella parte animale

Quella che non si può cambiare

Quella sopravvissuta alla convenienza

All’educazione e alla pazienza

Nella parte più nera e vera

Ti somiglio nel vento e nella vela

Nella pace e nella noia

Nel timone

Nel tempo

Nella follia

Nel suo inganno.

Nella pigrizia

Nella sua arte

Nella sua conquista

Quando si lecca i baffi sotto sguardi giudicanti

Ti somiglio dove ho scelto di non somigliarti affatto

Per detrazione

Per contrasto

Ti somiglio

Che lo voglia o meno

Nell’accusa e nella difesa

Del tribunale farsa

Siamo giuria

Siamo imputati

Avvocati

Giudici

Di tutti i giorni passati

Siamo l’appello

La Condizionale

Un riassunto tragico

Nell’improvvisazione di un prete

 

Siamo ai lati opposti del burrone

I piedi artigliati rapaci

 

Quella distanza d'aria

Quel vuoto

Quel silenzio

Quelle ali chiuse

Quel fiutare il vento


Che è già volare.

 

 

 

 

 

 

 

       

 

 


 

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