| Eloisa Guidarelli foto |
Le
mie case sono piaciute soltanto a me.
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Nido
sulle rocce, vascello
distrutto odore
di mare in città. Impervie, pietre sanguinanti
e splendenti vista
mare colme
di vento e futuro di tempesta umidità
e muffe grotte
e relitti scorpioni
e formiche ragni
e geki nido
di colomba rosmarino
edera e
tutto quello che sopravviveva fuori
e dentro me entrambe
senza porte. Lì
aprivo gli occhi, il sonno era di salsedine ed erba di macchia Ma
le mie case sono state senza tempo con il sole di mezzanotte immaginato, il
rumore delle onde sullo scafo la
pioggia che tracimava dallo sguardo braccia cime gettate pensieri pulci d’acqua. E’
impossibile dimenticare un padre come Nemo, Barbablù e Nettuno. Sta
lì sull’orlo del precipizio sotto un taglio di luna Una
rondine di mare in picchiata che taglia il vento Posso
solo accarezzare la fiera nera del mio panico, attendere che le sue palpebre
scendano lente su occhi giallo arancio e che la fame cali col tramonto dello
sguardo, solo allora rallenteremo il nostro battito, una tregua, la
consapevolezza di un legame fatto di terrore. Entrambi senza scelta, in una
esistenza legata all’altra. Una
colpa andata in prescrizione, l’identità
nella scelta sbagliata. Bolero Giriamo
su noi stessi come insetti ubriachi ripetendo errori Annaspiamo
identità Abbiamo
l’anima di un blu profondo Ti
somiglio più di quanto mai abbia creduto Ti
somiglio in ritardo nei tratti somatici Nei
giorni mancati Nelle
cicatrici Negli
alibi Negli
espedienti Negli
errori e nella colpa Nei
passi che non aspettano Nella
fretta Nell’istinto Rapace Nel
fanculo Nella
pelle Nel
taglio dello sguardo Nell’eco
della grotta Nell’acqua Ti
somiglio nell’attesa, nella porta sbattuta alle spalle, quando sbaglio con
orgoglio e quando sbrano, lacero spazio, diffido, difendo il territorio Ti
somiglio nella parte animale Quella
che non si può cambiare Quella
sopravvissuta alla convenienza All’educazione
e alla pazienza Nella
parte più nera e vera Ti
somiglio nel vento e nella vela Nella
pace e nella noia Nel
timone Nel
tempo Nella
follia Nel
suo inganno. Nella
pigrizia Nella
sua arte Nella
sua conquista Quando
si lecca i baffi sotto sguardi giudicanti Ti
somiglio dove ho scelto di non somigliarti affatto Per
detrazione Per
contrasto Ti
somiglio Che
lo voglia o meno Nell’accusa
e nella difesa Del
tribunale farsa Siamo
giuria Siamo
imputati Avvocati
Giudici
Di
tutti i giorni passati Siamo
l’appello La
Condizionale Un
riassunto tragico Nell’improvvisazione
di un prete Siamo
ai lati opposti del burrone I
piedi artigliati rapaci Quella
distanza d'aria Quel
vuoto Quel
silenzio Quelle
ali chiuse Quel
fiutare il vento Che
è già volare. |