domenica 21 agosto 2016

Never Again - Part Twelve

Foto Grafica Eloisa Guidarelli - Linda



Never Again - Part Twelve


 

 

 

Il tempo intercorso tra l’ultima puntata e la seguente, lungo tempo, è il tempo fisico che è servito a Linda e Sergej per trovare un posto sicuro. Perché questa è una storia fisica, fatta di vertigini e palpitazioni. Le scaltre spie dove potevano nascondersi, inseguite da CIA e KGB? Inserite nel piano che ne prevede da parte di entrambe le superpotenze l’eliminazione immediata? L’ultima volta erano fuggiti a Parigi, erano anche stati spiati a Parigi, di certo i loro nemici si aspettavano un’imminente fuga ovunque, ed è per questo che i due sono invece restati a Parigi, facendo solo il minimo sforzo di un cambio di zona e appartamento, solo degli stupidi sarebbero rimasti a Parigi e infatti… A volte bisogna ragionare da stupidi per salvarsi la pelle, per coprirsi le spalle, sperando che i tuoi nemici non ti considerino stupido. Sergej e Linda camminano nervosi per le vie più isolate e malfamate di Parigi, questo non  deve stupire, perché i più pericolosi sono loro e in certe zone si sentono a “casa”. Sergej, insegue Linda che cammina nervosa avanti, Sergei si trascina un terrario-trolley, dove Roger giace rilassato su una grande foglia di insalata che pare un’amaca.

 

Sergej – Linda, ma che hai, aspetta, mi stai facendo prendere tutte le buche, a Roger dà la nausea la macchina, voglio dire, viaggiare su ruote, mi rimane traumatizzato dopo ogni trasloco! Linda, Linda!

 

Linda, si volta, con uno sguardo di fuoco – Non dovevamo dare nell’occhio, e guarda cosa ti sei inventato !

 

Sergej – Io la trovo un’invenzione fantastica, lo trasposto velocemente… lui rimane nel suo terrario.

 

Linda – Non voglio farmi ammazzare per la tua lumaca, ma perché non lo liberi sotto un albero, in una siepe, da qualsiasi parte, non sei normale! Ti ci vedo inseguito dalla CIA o dal KGB a schivare proiettili correndo con un trolley-terrario, che finirebbe comunque a pezzi.

 

Sergej – Non so come puoi sottovalutarmi così Linda, questo non è possibile, il vetro è infrangibile! Testato io stesso, in quanto a lasciarlo da qualche parte, non potrebbe cavarsela da solo è una lumaca d’appartamento.

 

Linda – Ci rinuncio!

 

Linda fa ancora qualche passo in preda alla rabbia, poi :

 

Linda – Addio, ci separiamo qui.

 

Sergej – Ma cosa dici? Dobbiamo stare uniti, è più sicuro.

 

Linda – Non lo è.

 

Sergej – E’ più bello.

 

Linda -  Non lo è.

 

Sergej – Linda, abbiamo un posto, un appartamento dove andare, sotto copertura, capisci?

 

Linda – Ma che copertura e copertura, possiamo cambiarci nome, tagliarci i capelli, cambiarci sesso, ma tu sei sempre il coglione che gira ovunque con la sua lumaca e questo fa di noi bersagli mobili.

 

Sergej – C’è dell’altro anche tu eri affezionata a Roger.

 

Linda – E va bene, non voglio convivere, non sono fatta per la convivenza!

 

Sergej – Ma dobbiamo!

 

Linda - esasperata – Perché, perché, perché, perché vuoi vivere con me?!

 

Sergej – Perché ti amo.

 

Linda – E ti sembra un buon motivo questo?

 

Sergej rimane un attimo perplesso, un silenzio inquietante e imbarazzante cala fra i due.

 

Linda – Voglio dire, a cosa mi servi? Non mi serve che mi ami, a cosa mi servi ?

 

Sergej ha gli occhi lucidi è incantato da ogni gesto di Linda, è incantato da ogni non-gesto di Linda, è incantato da Linda.

 

Sergej – Oh Linda trovo il tuo cinismo così erotico, ecco comunque, Linda, sono un killer professionista, un Killer serve sempre.

 

Linda – Si dà il caso che lo sia anch’io, come tu sei addestrato dal KGB io sono addestrata dalla CIA, per ucciderti tra l’altro.

 

Sergej – Dolce Linda, anch’io fui addestrato dal KGB per ucciderti ma non potei… mi innamorai, perdutamente mi innamorai e tu come la vivesti… Andò bene? Andò bene tra noi, vero?

 

Linda – Ma che cazzo dici? Come parli?

 

Sergej – Quando sono troppo emozionato mi esce il passato remoto.

 

Linda – Già, sì ti amai! Voglio dire, accidenti a te! Tra un uomo, tu, e una donna, io…

 

Sergej – E’ molto bello che tu lo specifichi Linda, ti ascolto.

 

Linda – Tra una donna, dicevo, e un uomo addestrati come noi allo stesso livello, alto livello, vince sempre la donna, è risaputo e dimostrabile. Per questo non mi servi.

 

Sergej – (Beffardo) Questo non puoi dirlo.

 

In un istante Linda si alza la maglietta, scopre un seno, il tempo di Sergej di realizzare, una manciata di secondi, che in caso di vita sono un’eternità, Sergej si trova la pistola di Linda alla tempia.

 

SergejUn momento non è stato leale!

 

Linda – Ah si ? Ti hanno insegnato a essere leale al KGB? E comunque ti sfido, dai, riproviamo, ci caliamo entrambi i pantaloni e spariamo, vediamo chi ci mette meno, vediamo chi si fa distrarre.

 

Sergej – Trasognato, felice come un bambino – Linda che bello mi ricorda la mia infanzia.

 

Linda – Davvero, che infanzia hai avuto? Ti sparavano nelle palle?

 

Sergej – Non capisco però perché ci dobbiamo calare i pantaloni.

 

Linda – Per inserire una difficoltà, no? Ti dimostro che sono più veloce perché io non mi faccio distrarre dal sesso e tu sì, senza contare che di sicuro perderai tempo con la cintura o roba simile, pochi secondi che saranno la tua fine.

 

Si potrebbe inserire una colonna sonora di Sergio Leone, ma capisco che lo scenario pur puntando a un bel primo piano sugli occhi, potrebbe non avere a che fare con i vecchi western di un certo stile, le due spie rivali si trovano infatti in un vicolo oscuro, isolato, nei peggiori sobborghi parigini a braghe calate puntandosi reciprocamente una pistola addosso.

Un noto fotografo capita in quel vicolo, trova esilarante quella coppia, quell’uomo con il trolley - terrario , che si cala i pantaloni, lei così androgina, se li cala contemporaneamente, non poi così androgina, lui così bello, prestante, non poi così prestante, e anche così innamorato, quelle strade buie, quelle occhiate che si lanciano, gesti e dialoghi concitati, gli sembra di essere su un set, sa che questi scatti nascosti saranno quel tocco che manca alla sua personale, che avrà luogo tra qualche giorno, offrirà proprio quegli scatti ai giornalisti, per le sue fotografie di strada, con lo zoom, scopre che lei ha lineamenti francesi, sfuggenti, affascinanti solo a un secondo sguardo, lui invece è bello come un attore cinematografico, completamente perso per quella donna a prima vista dura, ma che in realtà sembra solo essersi allenata tutta la vita a un’eterna fuga. E’ bella, ora che la studia con l’obiettivo sa che è bella, eppure non è la prima cosa che si nota. La prima cosa che si nota sono i suoi slip con foglie di marijuana e la scritta “libera” Ora ha fatto diversi scatti e si allontana felice.

 

Cambio – scena

 

Sede di ciò che è rimasto della CIA dopo la vendetta di Linda. Il capo della CIA in uno studio ancora fatiscente, segni di colpi di proiettile, vetri rotti e chiusi con uno scotch alla meno peggio, tutto intorno, muratori e vetrai che tentano di rimettere a posto i vari uffici, si cammina su calcinacci, stanno giungendo nuovi computer, ma la sostituzione è lenta, dove Linda ha portato la sua vendetta è uno scenario di guerra, è stato appena aperto un conto-corrente, per contribuire a donare soldi per ristrutturare, insieme alla campagna avviata con tanto di testimonial famosi, “Adotta un uomo della CIA, puoi salvare i servizi segreti”

 

Il capo della CIA ha in mano un giornale, quando all’improvviso batte un pugno sulla scrivania, si alzano nugoli di polvere e cadono due vetri, il vetraio bestemmia ed esce, entra un agente.

 

Agente – Ha chiamato , capo?

 

Capo della CIA– No, ma resti! Li abbiamo trovati, eccoli qua, non si sono spostati da Parigi, anche se non riconosco la zona, guardi lei stesso, li ha fotografati quel tizio famoso, quel, come si chiama, va beh che importa, l’importante è che sono loro, vede? Tutti e tre, anche la lumaca! Questo cretino di fotografo non sa neppure chi ha fotografato e ha messo sul giornale, ma come si dice, ci ha reso un bel servizio.

 

Agente –  Anche a loro in effetti. Com’è fotogenica Linda, non trova capo?

 

Capo della CIA– Vedremo dopo morta, si è rincretinito? Si è dimenticato cosa ha fatto qua dentro, dico si guardi intorno, del personale siamo in quattro gatti, tutti morti, quelli che stiamo addestrando non possiamo attivarli immediatamente e se penso che quelli addestrati sono come lei, mi viene da piangere!

 

Agente – Certo capo, anche se, beh essere fotogenici è un fatto, questi slip sono esilaranti, ma senta capo, ma questi due si amano davvero, secondo lei? Si stanno puntando la pistola e perché sono in mutande?

 

Capo della CIA, tira un pugno contro una finestra, un pezzo di vetro cade, si ghigliottina un agente della CIA che stava raccogliendo fogli da terra, viene portato via d’urgenza, entra il vetraio si guarda intorno, bestemmia nuovamente e si licenzia.

 

Capo della CIA – Stiamo perdendo carisma, anni di carisma, ecco il danno più grave, un tempo nessuno avrebbe osato licenziarsi dalla CIA, ma adesso siamo gli zimbelli dei servizi segreti, lei sta ancora qui? Mi porti quel fotografo, dobbiamo farlo parlare. Non c’è tempo da perdere.

 

Agente – Quindi secondo lei non si amano?

 

Capo della CIA – Macchisenefrega! Abbiamo addestrato noi Linda, sappiamo bene, noi per primi, che non è normale, in quanto a quel sociopatico del KGB non possiamo stupirci di nulla, il nostro nemico numero uno si è innamorato perso della nostra agente numero uno, e noi stiamo affondando nelle merda, questa è l’unica cosa che mi interessa!  Che vuole che le dica di Linda, la voglio morta, e anche lui, li vogliamo tutti morti! E non hanno scampo.

 

Agente – Ma perché non inserirla nuovamente, proprio perché siamo pochi, offrirle una chance, riabilitarla.

 

Capo della CIA – Offrirle una chance? Ci odia. Agente, Linda la ucciderebbe e per lei sarebbe un gesto dell’importanza che so, di spostarsi un capello dal viso, per lei uccidere è un automatismo, glielo abbiamo insegnato noi. Mi trovi questo fotografo.

 

Agente – Sta di là.

 

Capo della CIA – E non me lo poteva dire subito! Che cosa aspettava ?

 

Agente – Lo ha catturato il Marcio. E’ là con lui, ma il punto è, ecco capo, per il solito interrogatorio classico, dell’agente buono e di quello cattivo, sa quelli che si alternano, per spingerlo a confessare, sa come funziona no?

 

Capo della CIA – Lo so, lo so, allora?

 

Agente – Ecco non ce lo abbiamo un agente buono e uno cattivo, ne abbiamo solo uno, quindi ecco, abbiamo difficoltà, li ha uccisi tutti Linda.

 

Capo della CIA – A questo avevo già pensato, ho assunto, assunto è azzardato, prelevato, ecco visto la situazione di crisi dei servizi segreti, non potendo proprio permetterci di stare a guardare il capello, ho obbligato un soggetto, preso in custodia da, ecco, da una clinica psichiatrica, molto pericoloso, un bipolare. Ho pensato che se non abbiamo un agente buono e uno cattivo che possano recitare appunto i due ruoli, perché non uno che può fare naturalmente entrambe le parti! Lui per antonomasia è l’agente buono e quello cattivo, ed è uno. La soluzione è agenti bipolari per interrogatori, disturbati naturalmente, intanto vuole mettere la recitazione impeccabile? La credibilità, in quanto loro, sanno scindersi perfettamente, è solo complicato quando le due parti cominciano a litigare, ma si può risolvere, a quel punto gli spariamo.

 

Agente – Lei è geniale, uno al prezzo di due.

 

Capo della CIA – Si è un’ottima trovata lo ammetto, non stia a spiegargli nulla è un uomo che come dire va a braccio. Vedrà che pochi minuti con questo soggetto e il fotografo parlerà.

 

 

 

 

 

To be continued

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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