venerdì 7 marzo 2014

Never Again





Che schiaffo deve essere stata la mia libertà, la mia verità, la mia intensità, come un pensiero sincero ti ha profondamente offeso, quando con cura di una storia si è preparata la sceneggiatura e accidenti a me, il personaggio non fa per te, ha qualcosa di irritante, l’amore, gli ideali, le ali e le gambe. Ti ho amato, l’ho detto e ho anche sbagliato, sono stata persino recidiva e questo al momento non fa onore alla mia stima, “Ma anche tu ti comporti come una ragazzina” Mi suggerì poi l’uomo che al mondo io amo di più… che tra parentesi non sei tu… “ Vabbeh… lo so, non è questo il punto però, sono libera, non ho legami, sto con te oggi e ti lascio domani, quale immaturità c’è in questo è perché?” “nessuna immaturità ma non eri con me” “Eh già noi ci siamo uccisi tempo fa”. E allora hai inventato un sottile mobbing sottomarino… come il solletico a un delfino, perché io che mi muovo tra le onde e le maree ho intuito le tue idee e la tua illusione di riuscire, sta come acquolina in bocca, come un prete che non vede l’ora di ascoltare chi si tocca.
 

Never Again


 

 

      - E’ così che ho peccato, non mi piaceva poi mi è piaciuto. 

 

-              Motivo?

 

-              L’avevo testato in passato, e di nuovo ho gradito.

 

-              L’amava?

 

-              Inizialmente no… però poi sì.

 

-              E lui?

 

-              Inizialmente si, però poi no… Una questione di dissonanze, di tempi sfasati interiori, insomma si sa, feromoni, odori, sapori, voglie, soglie, orgasmi, dovuti tempi di sospensione, come farsi una riga a una pesante riunione. Evasione.

 

-              Non mi sembra un termine esatto per un atto amoroso.

 

-               Ma tra un atto e l’altro è doveroso.

 

-              Chi prendeva l’iniziativa?

 

-              Io a volte mi spogliavo per prima.

 

-              Chi aveva voglia di fare l’amore?

 

 

-              Io sempre inizialmente e lui si lasciava coinvolgere.

 

-              E poi?

 

-              Poi lui ne aveva voglia inizialmente e io mi lasciavo coinvolgere.

 

-              Lei sa che cosa sta conducendo qui? Se lo ricorda, si ricorda il suo ruolo di agente scelto?

 
-              Fungo da cavia femminile per capire dove si va a finire se non si fugge nei tempi esatti. Intendo, prima di ridursi a  zombie e finire per lavargli le mutande e cucinare per loro e chiamarli “Tesoro” e tutto il resto insomma, per trovarsi poi con un coltello alla schiena quando li si vuole lasciare, uno studio serio su  “quando tagliare la corda”. Solo che ogni tanto ci rimango, ultimamente sempre un po’ più a lungo, mi sto arrugginendo. Sono, ero, sarei, un agente scelto per intervenire prima che eventuali uomini uccidano altre donne, uccidendoli. Un metodo sicuro contro il femminicidio, prevenire. Uccidendo, direi sterminando, passo - passo, qualsiasi uomo di ogni razza che manifesti nervosismo verso una donna, esploro la psiche maschile, scateno la voglia omicida, fuggo, raccolgo dati, riporto dati, uccido. Appunto.

 

-              E come mai uno dei nostri migliori agenti è stata ritrovata, rintracciata in modo così banale dalla polizia in un Ostello, non sa lo spreco di tempo per farla uscire e permetterle ora di essere qui a questo colloquio, senza manette, roba che ha implicato la ricerca di tutti gli avvocati più corrotti e ricattabili, una ricerca durata ben… due minuti, diciamo. E lei sa quanto il tempo sia denaro, come è accaduto che lei, un agente addestrato dalla CIA, abbia dato il suo nome vero in quello squallido Ostello, quando è ricercata per non so quanti omicidi…
 
-              Perché avevo esigenza di dare un nome falso, ma il mio è un nome falso, ma quando sei conosciuta con nome falso, e ricercata con nome falso, come puoi dare un falso nome, allora pensavo che era una mossa diversiva falsare il mio falso nome con il nome vero che tutti pensano falso.

 

-              Lei è grave, più di quanto credessi, innamorata! Lei è innamorata, mi imbarazza persino dirlo. Ma di chi?

 

-              Per carità non di quello lì… Non l’ultimo.

 

-              E di chi? Cos’è l’amore per lei?

 

-                Qualcosa mi dice che non sono affari suoi…

Continuo a  fare cose che non sono da me,  è vero mi sono innamorata. Sempre lo stesso.

 

-              A che livello?

 

-              Classico punto di non ritorno…

 

-              E’ innamorata della spia russa, del nostro nemico numero uno.

 

-              E lui di me.

 

-              Al paese suo staranno torchiando anche lui.

 

-              Come è potuto accadere, lei è addestrata, una professionista cinica e spietata.

 

-              Lo, so… però

 

-              Però cosa?

 

-              Ha presente Romeo e Giulietta, neppure loro avrebbero mai dovuto innamorarsi… ma si sa vietare a una certa età…

 

-              Lei non è un adolescente, lei non ha l’età per giustificare una fine quale quella di quei due adolescenti cretini! Voi non siete due adolescenti!

 

-              Quindi ci sta dando dei cretini?

 

-              Inoltre non avete l’età!

 

-              La morte non ce l’ha, come l’amore. Spia russa lui … spia francese io, Montecchi e Capuleti… somiglia… tutti contro, che meraviglia. Non capisce che l’amore ama gli ostacoli di ogni tipo, l’amore nasce sul proibito, è rivoluzionario di per sé, come il Che.
 

-              Lei è totalmente rincoglionita, non me ne frega un cazzo di Montecchi e Capuleti, lei è nella merda, e non citi a vanvera Guevara, che tra l’altro è imbarazzante per la CIA, e si ricordi che lei è francese naturalizzata americana, anzi si scordi di essere francese Per Dio!! Noi cercheremo di uccidere lui e loro cercheranno di uccidere lei, e questo per altro contrasta i piani, lei è venuta allo scoperto con questo ridicolo amore! Di tutto avevamo bisogno forchè di metterci contro i Russi! Comunque ora devo capire in che stato è il suo cervello o quello che ne rimane, quindi devo compilare questo questionario di psicologia base… militare, risponda senza divagare, e vediamo di sbrigarci.

 

-              Cosa leggeva quand’era bambina?

 

 

-              Manara, Valentina, i fumetti… Crepax anche Corto Maltese… senza pretese… Poi Henry Miller … Plexus - Nexus - Sexus… e Taccuino di un vecchio sporcaccione, Bukowski… ah anche la Bibbia, ma la Bibbia è stato l’unico libro erotico.

 

-              Ah! Perché Miller e Bukowski li usava come Messale?

 

 

-               No ma, cosa c’entra, si sa che il sacro è più erotico del profano. Senta lasci stare i test, il punto è che mi sono innamorata e non ho più la mente fredda, lucida, sono come un soldato che si è fatto una decina di canne, non ci vedo chiaro… Sono a mala pena scappata dall’ultimo in tempo ma è tornato lui. E lui è lui. Ci cado sempre. Non mi guardi così. Tutti i supereroi hanno un punto debole, figuriamoci le spie…
 

-               E il suo qual’ è?

 

 

-              Lui, capelli biondo casta…

 
-              Lasci stare… abbiamo un identikit ovviamente della spia russa più spietata che cerchiamo di uccidere e della quale lei ha pensato bene di innamorarsi! Abbiamo foto, profilo, DNA, ci chattiamo regolarmente su facebook, è talmente sbarellato che c’è pure una foto sua!
 

 

-              Taggata? Ma come sono venuta?

 

-              Agente lei rischia la pelle, non so se se ne rende conto, io sono per ucciderla all’istante, ma qualcuno la ritiene recuperabile, per sua fortuna, anzi qualcuno a questo punto la ritiene utile!

 

 

-              Per cosa?

 

-               Lei ha una missione cazzo!

 

-              Ecco una missione del cazzo è più appropriato.

 

-              Tagliamo corto.

 

-     E’ quello che faccio. Mi scusi ma lei non è il mio analista.

 

 

-              Ma sono pur sempre nella CIA, e alla CIA non abbiamo certo bisogno di una che vada in giro a farsi uomini senza senso…lei è pagata per questo, intendo, non fraintenda, lei fa parte di un progetto, di un vasto studio, quando incappa in serial killer dietro di lei si muove un esercito.

 

 

-              Lo so, a questo proposito, potrebbero anche fare meglio, non posso trovare sempre la scusa con il tizio di turno che sono i miei ex che non l’hanno digerita, che poi visto il numero che mi trascino alle spalle, non parto con un’immagine seria. Per altro ho trovato indelicato incontrarmi con lui in quel modo, intendo indelicato da parte vostra.
 

-              Lui chi, la spia russa?

 

 

-              Si con lui con quel codazzo di uomini vostri e loro, un codazzo immenso di spie, tutti a fumare sul fiume del Destino, così si chiama, in quel paese autonomo, scegliamo sempre regioni autonome per muoverci autonomamente e poi hanno questa maggiore attenzione alla cultura, volevamo visitare una chiesa, una chiesa evangelista ma era chiusa.
 

-              A proposito come è andata la missione col prete?

 

 

-              L’abbiamo perduto.

 

-               Come ha fatto? Era un’esca così facile per lei! I preti sono esche facili, si sa che quando li stai per uccidere non si difendono neppure più di tanto essendo il volere di Dio eccetera… un martire, un gioco da ragazzi, lei se lo poteva rigirare sul dito mignolo con quella faccia d’angelo e la spietatezza di satana, poi loro impazziscono all’idea di rinsavire, all’idea di, all’idea insomma, anche solo all’idea di assolvere, redimere, una sciroccata atea inconcludente come lei!

 

 

-              Lo so, ma sono scivolata su una bestemmia. Non c’è stato nulla da fare. Ma dov’è finito il loro concetto cattolico del perdono…

 

-               Però lei davvero non si impegna.

 

 

-              Gliel’ho detto ho la testa altrove, del resto non sono programmata per non innamorarmi!

 

-              Eppure quando abbiamo scelto lei eravamo certi! Certi! E adesso si guardi! Lei era un’insensibile, cinica, odiava gli uomini, ma poi era tattica, seducente, inafferrabile, astuta.

 

 

-              E ci sono caduta.

 

-              Va bene, glielo elimineremo.

 

 

-              Cosa? Non potete.

 

-              Siamo la CIA, figlia mia…

 

 

-              Ma io lo amo.

 

-              Delirate, neppure se ne accorgerà, un incidente fatale, una malattia mortale…veloce, un salto nelle rotaie al momento sbagliato, però in giusta coincidenza col treno. Troppo rischioso però fidarsi della puntualità delle Ferrovie dello Stato, ma insomma non sono affari suoi, si distenda, si prenda una vacanza.
 

 

-              Mi manca.

 

-              Suvvia lei è priva di sentimenti.

 

 

-              Allora lo uccido io, a modo mio.

 

-              E come pensa di farlo? Con un orgasmo?

 

 

-              Se non gli reggesse il cuore sarebbe pur sempre un modo gentile.

 

-              Non stiamo a fare carità, che tipo è atletico?

 

 

-              Abbastanza…

 

-           Quindi non si può fare, non sarebbe salutare neppure per lei che ci serve agile, scattante, veloce, lei è provata su tempi brevi, quando mai ha trovato bravi amanti, lei scioglie le righe prima… non è testata per lunga distanza, quindi lo facciamo fuori noi.

 

 

-              No, è mio.

 

-              E come intende agire?

 

 

-              Lo potrei tramortire.

 

-              Come.

 

-               Lo potrei condurre in disparte, parlandogli del senso dell’arte e … poi lo bacerei ovunque, ma solo per distrazione ulteriore, lui impazzisce per uno shampoo all’odore di alghe…

 

 

-              Quale cazzo di Shampoo ha l’odore di alghe?

 

-               Non so, lui dice che è la mia pelle. Una combinazione chimica con la mia pelle e un dato shampoo, risultato: alghe!

 

-               Venga al punto. Pensa di risolvere un intrigo internazionale con un Shampoo?

 

-              Per cominciare…

 

-              L’ascolto.

 

 

-                Io lo amo da morire.

 

-                Vedo che cominciamo a capire!

 

 

-                Vorrei andarmene via con lui, lasciare questo posto.

 

-                 E dove pensa di essere a un corso di teatro? Non si può lasciare questo posto, lei si deve ritrovare, riassemblare, reagire, resuscitare, riattivare!
 
 

-              Se le faccio vedere le tette mi da un giorno di vantaggio? Solo un giorno per tutto il passato che ci lega, via collega!

 

-              Ma che sta dicendo? Secondo lei io mi faccio sparare in testa per un paio di tette?

 

-              Non sarebbe il primo…

 

-              Se la lascio fuggire fanno fuori me e poi lei, portatrice sana di tette e pure lui. Non se ne esce.

 

 

-              Già. 

 

-              Bisogna che muoia, quella è la porta ce ne occupiamo noi, addio.

 

 

-              Lo incontrerò sempre, casualmente, ci incontriamo sempre, nelle piazze più belle, di fronte a Chiese chiuse e opere d’arte.

 

-              A costo di dinamitarle ogni opera d’arte che lei incontrerà sulla via, le impedisco di incontrare la sua spia!

 

 

-              Allora lo farò in periferia. Lo so non doveva accadere da statuto.

 

-              Però è accaduto!

 

 

-              L’amore accade…

 

-              Questo lo diceva anche Desdemona ad Otello sul più bello, ed è finita male.

 

 

-              Davvero?

 

-              Ma che ne so

 

 

-              Siete la CIA.

 

-              E comunque non ha fatto effetto granché!

 

 

-              Ma era solo drammaturgia.

 

-              Questa è la vita sua!! E cosa facciamo ora?

 

 

-              Liberateci.

 

-              Non se ne parla

 

 

-              Può diventare il mio amante?

 

-              E che cosa cambierebbe.

 

 

-              Che ci coprirebbe.

 

-              Ma siete inutilizzabili entrambi.

 

 

-              Liberateci.

 

-              Liberatevi  da voi ora, non sono affari miei, come l’amore vi ridurrà io non vi ridurrei… Non siete neppure testati per farlo, l’amore è sempre uno sbaglio

 

 

-              Lei sarebbe cinicamente perfetto.

 

-              Per cosa?

 

 

-              Per prendere il mio posto.

 

-              Allora affare fatto, prendo il suo posto e lo ammazzo.

 

 

-              Non intendevo questo.  Giuri che lo lascerà a me, giuri  su qualcosa, adesso!

 

-              E che ne so, non credo a un cazzo. Vuole la mia parola?

 

-               Se è una sola.

 

 

-               Vuole l’ultima parola?

 

-                No, non mi interessa affatto. Non mi fido della parola di un poliziotto.

 

 

-              Allora le do quella di un altro.

 

-              D’accordo! Quante spie avrò da adesso addosso?

 

 

-              Tutte quelle che posso.

 

-              E quante ne avrà lui ?

 

 

-              Non sono affari suoi. Lei sarà messa in isolamento, si imparerà a memoria l’elenco telefonico.

 

-              Perché?

 

 

-              Pare a me.

 

-              Ma l’utilità ?

 

 

-               Addestramento, concentrazione, freddezza, noia, neutralità.

 

-              E lui?

 

 

-              Quale lui?

 

-              Cosa gli farete?

 

 
-               Prima di snervarmi con altre domande senza senso, vada a impararsi l’elenco e sgomberi la mente dal nulla che ha dentro.

 

-                Non mi riuscirà.

 

 

-                Deve riuscirle!

 

-                Ma lo devo imparare così in ordine alfabetico o in senso antiorario?

 

 

-                Ma che dice è un elenco, lo impari dalla A alla Z e poi dalla Zeta alla A

 

-                E quando avrò finito?

 

 

-                Quando avrà finito il suo innamorato vorrà ucciderlo lei e viceversa accadrà a lui. Così vi farete fuori a vicenda. Fine della faccenda.

 

-                Si illude.

 

 

-               Può essere, è un tentativo.

 

-               Io la ucciderò, se posso, con dovuto permesso.

 

 

-               Se le riuscirà.

 

-               Lui me lo ordinerà.

 

 

-               Lui è sfasato quanto lei e sarete entrambi in isolamento.

 

-               E’ impossibile isolare due innamorati.

 

 

-               Lo vedremo  - L’elenco intanto.

 

-               Svuoto la mente, e lei pensa che un elenco possa svuotarmi la mente da lui?

 

 

-               Certo come lo imparerebbe altrimenti?

 

-               Preferirei olio di ricino che memorizzare questa lista di stronzi!

 

 

-               Guardi che lì ci sono anche amici e parenti!

 

-                Non saremo più clementi.

 

 

-                Ha finito di cazzeggiare in rima?

 

-                Svuota la mente cazzeggiare in rima, però lo amo più di prima!

 

 

-                Se non se ne esce con questo compito compiuto nella mente giuro che la neutralizzo all’istante!

 

-              Lei è inquietante… con quel suo test di psicologia militare elementare.

 

 

-              Giocava al dottore da bambina? Non osi rispondere in rima.

 

-              Ci giocavo sempre era molto…. Lasciamo stare.

 

To be continued -


 
 
 
 
Rose Crucifixion - Acrilico su faesite - Eloisa Guidarelli


 

 

 

 

 

Questa crocifissione rosa, che non è più erotismo, che sta dietro ogni cosa, questa crocifissione lieve e gelata come la neve.

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